Rimasi seduta sulla sabbia a fissare Brenda.
Una bambina corse verso l’acqua gridando il nome della madre, e quel suono così normale mi sembrò arrivare da un altro mondo.
Non riuscivo a distogliere gli occhi dal volto della mia amica.
«Se hai avuto una relazione con Thomas, voglio saperlo adesso.»
Brenda sobbalzò.
«Non sono mai stata la sua amante, Giulia.»
Pronunciò il mio nome con una fermezza che mi sorprese.
Per qualche secondo sentii un sollievo quasi vergognoso, come se quell’unica frase avesse rimesso a posto ogni cosa.
Poi mi ricordai che non aveva negato di custodire un segreto.
«Allora perché hai chiuso gli occhi quando l’ho nominato?»
«Perché Thomas sapeva.»
«Sapeva cosa?»
Brenda chinò il capo.
Si strinse il pareo sulle ginocchia, benché facesse caldo.
«Che non siamo soltanto amiche.»
Lasciai passare qualche secondo, aspettando che chiarisse.
Eravamo state vicine come sorelle per tutta la vita; forse cercava semplicemente un modo goffo per dirmi che la nostra storia aveva un peso diverso da quello che immaginavo.
«Questo lo so anch’io.»
«No», rispose.
«Non lo sai.»
Prese fiato, come chi si prepara a entrare in acqua quando è troppo fredda.
«Giulia, credo di essere tua sorella. Tua sorella da parte di padre.»
Non sentii subito rabbia.
Sentii il bisogno di correggere una parola, come quando qualcuno sbaglia il nome di una strada.
«Mio padre si chiamava Roberto», dissi.
«Il tuo si chiamava Lorenzo.»
«Lorenzo mi ha cresciuta, sì.»
«E allora?»
«Mia madre mi ha detto che Roberto era il mio padre biologico.»
Guardai gli ombrelloni in fila, le persone che leggevano, un cameriere che raccoglieva bicchieri vuoti.
Tutto continuava a esistere mentre la frase di Brenda rimaneva sospesa, impossibile da collocare nella mia memoria.
«Mia madre conosceva tua madre», risposi infine.
«Ci hanno viste crescere. Non puoi inventare una cosa così.»
«Non la sto inventando.»
«Hai qualche prova?»
«Domani posso mostrarti le carte che ho conservato.»
Pronunciò quelle parole come se il giorno successivo fosse un oggetto che poteva posarmi in mano.
Mi ricordai allora che, prima di partire, aveva insistito perché rientrassimo proprio il venerdì.
Avevo creduto che fosse per un suo impegno di lavoro.
«Perché domani?»
«Ho fissato un appuntamento con l’avvocata che custodisce una lettera di Thomas.»
Il sangue mi pulsò alle tempie.
Non si trattava soltanto di una storia antica, di un errore dei nostri genitori.
Mio marito, l’uomo a cui avevo raccontato ogni paura, aveva saputo qualcosa di enorme su di me e l’aveva tenuto nascosto.
«Da quanto tempo?»
«Non lo so con precisione.»
«Brenda.»
«Ha cominciato a fare domande dopo la morte di tuo padre. Era poco più di un anno fa.»
Mio padre Roberto era morto nove mesi prima di Thomas.
Negli ultimi tempi era stato debole e distratto, e io avevo lasciato a mio marito gran parte delle pratiche e delle scatole da riordinare.
Thomas mi aveva detto che se ne sarebbe occupato lui, così avrei potuto stare accanto a mia madre.
Ricordai una domenica in cui Roberto mi aveva mostrato come aggiustare la catena della bicicletta e mi aveva detto che, da padre, avrebbe sempre trovato il modo di aiutarmi.
Mi domandai se Brenda avesse mai ricevuto una promessa simile, e quante volte fosse stata costretta ad ascoltare la mia gratitudine per un uomo che con lei aveva scelto la distanza.
Allora quella disponibilità mi era sembrata una prova d’amore.
Ora mi domandavo quali documenti avesse trovato e quante volte avesse cenato con me conoscendo una verità che io ignoravo.
«E tu da quanto lo sai?»
Brenda si passò una mano sul viso.
«Da quando avevo diciannove anni.»
Mi alzai così in fretta che il telefono cadde sulla sabbia.
Trentasette anni di amicizia significavano che ne avevamo condivisi venticinque dopo il giorno in cui lei aveva scoperto quella verità.
Venticinque anni di cene, viaggi, confidenze, discorsi su ciò che ci rendeva una famiglia.
«Venticinque anni?» ripetei, inciampando perfino nella pronuncia.
«Lo so.»
«Sei stata al mio matrimonio. Hai stretto la mano di mio padre. Lo chiamavi signor Roberto.»
Brenda annuì, piangendo in silenzio.
«Era ciò che lui mi aveva chiesto.»
Quella frase mi fece più male della prima confessione.
Mio padre non era più soltanto un uomo con una vita nascosta; era diventato qualcuno che aveva dato istruzioni precise a una ragazza spaventata, lasciandola portare un peso per tutti gli anni successivi.
Raccolsi il telefono e mi allontanai verso il bagnasciuga.
Brenda non mi seguì.
Camminai finché non avvertii la sabbia bagnata sotto i piedi, poi chiamai mia madre.
Il telefono squillò a lungo.
Quando rispose, la sua voce era impastata dal sonno pomeridiano.
«Giulia, è successo qualcosa?»
Avrei voluto chiederle direttamente se mio padre avesse avuto un’altra figlia.
Ma il solo pensiero di sentirla negare, o peggio confermare senza esitazione, mi tolse la voce.
«Volevo sapere come stai.»
«Sto bene, tesoro. Tu stai meglio, al mare?»
Guardai il profilo di Brenda lontano, piccola sotto l’ombrellone.
«Non lo so più.»
Mia madre tacque un momento.
«Brenda è con te?»
«Sì.»
«Allora non sei sola.»
Era una frase che aveva detto decine di volte.
Quella sera, però, mi chiesi se la pronunciasse sapendo qualcosa che io non avevo mai nemmeno sospettato.
Tornai sotto l’ombrellone e trovai Brenda con il telefono ancora aperto sulla schermata della fotocamera.
Mi disse che non aveva scattato nulla.
Che quella fotografia le serviva soltanto per ricordare l’ultimo pomeriggio prima che tutto cambiasse.
«Non decidere tu quale sarà la nostra ultima fotografia», le risposi.
«Non puoi decidere anche questo per me.»
Per la prima volta alzò lo sguardo senza difendersi.
«Hai ragione.»
Prenotai un treno per rientrare quella stessa sera, prima di lei.
Non le chiesi il permesso di andare all’appuntamento e le dissi chiaramente che desideravo vedere ogni documento, anche quello che Thomas aveva scritto.
«Ci sarò», rispose.
«Alle dieci, ad Ancona.»
Sul treno, mentre fuori dal finestrino comparivano case illuminate e campi scuri, mi resi conto di non aver mai desiderato tanto parlare con mio marito.
Non per sentirlo rassicurarmi.
Per sapere perché mi aveva guardata negli occhi senza raccontarmi ciò che sapeva.
La mattina seguente, alle dieci, avrei ricevuto una lettera di Thomas, ma non sapevo ancora se avrebbe confermato la versione di Brenda o aggiunto una ferita più profonda.
La busta custodiva parole che mio marito non mi aveva mai detto. Scoprile nella Parte 3.













