«A vivere da lei?» ripeté Lucas.
Non alzò la voce, perché per la prima volta aveva bisogno di sentire ogni parola senza lasciarsi travolgere.
Adele annuì lentamente.
«Vanessa mi ha chiesto se potevo occuparmi di Clara. Io ho una camera libera, la casa è vicina al mare e da settembre potrebbe frequentare una scuola a pochi isolati.»
«Da settembre?»
Fu quella data a ferirlo più di tutto.
Le nozze erano a giugno.
Il viaggio di nozze sarebbe durato una settimana.
Settembre non aveva niente a che vedere con una breve vacanza.
«Quando avreste dovuto parlarne con me?»
Adele si voltò verso la figlia.
«Mi avevi assicurato che Lucas era d’accordo.»
Vanessa strinse la borsetta contro il fianco.
«Ti ho detto che ne stavamo parlando.»
«No», intervenne Adele, sorprendentemente ferma.
«Mi hai detto che lui aveva già accettato e che aveva solo paura di sembrare un padre egoista.»
Lucas ricordò le conversazioni degli ultimi mesi.
Ogni volta che suggeriva una gita con Clara, Vanessa proponeva una serata per loro due.
Ogni volta che lui nominava Elena, la madre della bambina, Vanessa cambiava argomento.
E ogni volta Lucas finiva per convincersi che una coppia avesse diritto ai propri spazi.
Era vero.
Ma non aveva capito che Vanessa considerava sua figlia un ostacolo, non una persona con cui costruire una famiglia.
«Mostrami i messaggi», chiese ad Adele.
«Lucas, non puoi metterti a controllare il telefono di mia madre», protestò Vanessa.
«Non chiedo il tuo. È lei che può decidere se farmeli vedere.»
Adele aprì la borsa, cercò gli occhiali e sbloccò lo schermo.
Le dita le tremavano mentre scorreva la conversazione.
Poi gli mostrò alcuni messaggi, senza consegnargli il telefono.
Il primo risaliva a due settimane prima.
Vanessa chiedeva di liberare la stanza degli ospiti a Savona e di comprare un piccolo armadio.
Un secondo messaggio elencava vestiti, libri e medicine per il raffreddore, con una nota su una coperta che Clara portava sempre a letto.
L’ultimo era stato inviato la sera precedente.
«Non affrontare il discorso durante il pranzo. Lucas vuole arrivare tranquillo alla cerimonia. Dopo il sì sarà più facile sistemare tutto.»
Lucas lesse due volte.
Non serviva conoscere le intenzioni più profonde di Vanessa per comprendere quelle parole.
Lei aveva scelto di aspettare un momento in cui lui si sarebbe sentito obbligato a non rovinare il matrimonio appena celebrato.
«Quindi non era d’accordo», sussurrò Adele.
«No», rispose Lucas.
«Non lo sono mai stato. E non lo sarei stato senza ascoltare Clara.»
Vanessa fece una risata breve e priva di gioia.
«Ecco il problema. Prima ancora di ascoltarmi, sai già che cosa vuoi.»
«Voglio che mia figlia abiti con me. Non è una richiesta sorprendente.»
«Non ti ho mai chiesto di smettere di essere suo padre.»
«Le hai preparato una vita in un’altra città.»
Adele appoggiò il telefono sul tavolino.
«Io credevo di aiutare. Non avrei mai detto sì se avessi saputo che non ne avevate parlato.»
Lucas non aveva voglia di assolverla.
Una donna adulta aveva organizzato il trasferimento di una bambina senza rivolgerle una sola domanda e senza verificare direttamente con suo padre.
«Dov’è la valigia?» chiese.
Adele abbassò gli occhi.
«In macchina. Me l’ha portata Vanessa stamattina presto.»
«L’hai già riempita», disse Lucas alla sposa.
«Non volevo fare tutto all’ultimo minuto.»
«Ma a me hai detto che Clara sarebbe stata con Marta.»
Vanessa si sedette su una sedia vicino alla finestra.
Il vestito d’avorio occupò quasi tutto lo spazio intorno a lei.
Per un momento sembrò stanca, più che arrabbiata.
«Non riuscivo a trovare il modo di chiedertelo.»
«Allora avresti dovuto aspettare. Non sposarmi prima di dirmelo.»
Vanessa si passò una mano sugli occhi.
«Quando ci siamo conosciuti, pensavo di poter fare la matrigna. Clara era dolce, mi cercava, mi mostrava i disegni. Poi ho capito che ogni volta che mi sedevo accanto a te c’era qualcosa che ci separava.»
«Che cosa?»
«Il dolore per Elena. Le sue fotografie. I compleanni che ricordate insieme. Mi sentivo sempre ospite in una casa dove lei era ancora presente.»
Lucas aveva amato Elena.
L’aveva persa dopo una malattia breve e feroce, quando Clara era ancora piccola.
Quel lutto faceva parte della loro storia, ma non aveva mai chiesto a Vanessa di fingere di essere un’altra donna.
Anzi, all’inizio lei gli aveva detto di rispettare il posto di Elena nella vita della bambina.
«Non dovevi sostituirla», disse.
«Dovevi solo essere sincera con noi.»
Vanessa distolse lo sguardo.
«Sincera? Quando ho detto che avevo bisogno di più tempo con te, hai risposto che Clara veniva prima.»
«Perché ha sei anni. È una responsabilità, non una gara.»
Adele si avvicinò alla figlia.
«Vanessa, tu mi avevi raccontato che era un accordo per il bene di tutti. Non posso portare via una bambina che non vuole partire.»
«Non doveva saperlo oggi!» gridò Vanessa.
Quelle parole rimasero sospese nella stanza.
Lucas non vide più una donna sorpresa da un malinteso.
Vide una persona arrabbiata perché il piano era stato scoperto troppo presto.
Bussarono alla porta.
Era Marta, la sorella di Lucas.
Aveva lasciato Clara con Giulia nell’ultima panca, vicino all’uscita, dopo averle promesso che nessuno l’avrebbe trascinata via.
«Ho bisogno di sapere una cosa», disse Marta, fissando il fratello.
«Clara mi ha chiesto se deve scegliere quale dei suoi giocattoli portare via. Che cosa le hanno detto?»
Lucas guardò Vanessa.
Aspettava almeno che si rendesse conto del danno fatto.
Ma la donna si limitò a mormorare che le cose sarebbero state più semplici se tutti avessero collaborato.
«Marta, tienila con te ancora qualche minuto», rispose Lucas.
«Devo finire questa conversazione.»
Quando la sorella uscì, Vanessa si alzò.
«Dimmi una cosa, allora. Vuoi davvero sposarmi o vuoi passare il resto della vita a dimostrarmi che tua figlia viene sempre prima?»
Lucas osservò il biglietto spiegazzato.
Fino a quel momento aveva cercato una spiegazione capace di salvare la giornata.
Adesso capì che, per salvare il matrimonio, avrebbe dovuto ignorare qualcosa che sua figlia non avrebbe mai dimenticato.
La decisione era davanti a lui, ma prima di pronunciarla doveva tornare da Clara e ascoltare ciò che aveva ancora paura di raccontargli.
Per conoscere la scelta di Lucas e capire che cosa Clara aveva sentito davvero, prosegui con la Parte 4.













